Perchè Giovani Senza Frontiere?

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Spesso ci troviamo a chiederci cosa spinge l’uomo a muoversi, lasciare per sempre o per qualche tempo la propria terra, e ricercare nuovi posti dove vivere o dove lavorare.

Sicuramente non saremo né i primi né gli ultimi ad affrontare questo tema, ma ci sentiamo di farlo dando la nostra prospettiva. Il solo acronimo della nostra organizzazione dà il senso di come una comunità di persone, giovani o meno giovani, prendano il nome di “Giovani Senza Frontiere”. Quindi un’ispirazione ben precisa di una società non costruita sui confini o sulle barriere ma aperta al confronto, al dialogo e alla scoperta dell’altro. Tante volte usare la parola “senza” oppure “no –qualcosa” o “si-qualcosa”, caratterizza una eccessiva semplificazione del messaggio che si vuole dare agli altri, cosa che porta immediatamente l’ascoltatore a polarizzarsi su posizioni sterili a “favore” o “contro”.

Tuttavia, oggi più che mai, sentiamo il bisogno di richiamare all’attenzione il significato dell’essere un’organizzazione “senza frontiere”.

Il nostro nome non riguarda la sola contrapposizione alle frontiere come strumento di chiusura, ma si riferisce per esempio a tutte quelle barriere oggi presenti che non permettono l’accesso al lavoro per tanti giovani italiani ed europei rilegandoli così alla dimensione di NEET, oppure a tutti quegli ostacoli presenti in molti territori che non ne permettono un reale sviluppo, per non parlare degli steccati che impediscono un dialogo costruttivo tra i cittadini e le istituzioni.  

Il nostro “senza” non significa “contro”, in questo modo non faremmo sicuramente bene il lavoro di youth worker, attivisti e volontari. Meglio adoperarsi per una società senza frontiere cercando di attraversale e superarle con la consapevolezza che esistono e che bisognerà sempre più contrastare la pericolosa tendenza a costruirne di nuove e di ogni genere.

Immaginiamo che le nostre attività, soprattutto tra i più giovani, possano essere d’aiuto a formare una società che guardi al futuro senza necessariamente vedere compressi valori e opportunità che pongono le loro radici sull’accoglienza e l’accettazione delle diversità, sulla tolleranza e la solidarietà, sulla legalità e il senso di cittadinanza attiva che ogni giorno cerchiamo di portare avanti.

Ovviamente il nostro percorso associativo avrà sempre meno efficacia se ai primi posti delle agende politiche, non importa a quale livello esse siano, troveremo sempre le stesse logiche o peggio ancora l’unico interesse alla costruzione del solo consenso elettorale.

Quando pensiamo al domani, ci auguriamo che alla complessità di tutti questi fattori si unisca la determinazione e l’intento di molti nel costruire ponti di dialogo piuttosto che generare solo ostacoli allo sviluppo e al progresso della società.

Il Presidente - Lorenzo Floresta



Pubblicato il 2016-09-23 14:35:21