SVE: un'occasione per crescere. Martina e i suoi primi mesi in Polonia

Sono arrivata a Wroclaw il 5 settembre 2016 e non posso credere che siano già passati sei mesi dall’inizio di quest’avventura.                                                                                                                                                            Conoscevo poco della Polonia prima di partire, non sapevo molto della sua storia e non parlavo la lingua, ma andandoci a vivere sono entrata a contatto con la sua cultura e le persone che ci vivono. Ho scoperto un nuovo mondo di tradizioni e modi di fare totalmente differenti da quelli a cui ero abituata e ho conosciuto persone con un background molto differente dal mio.

All’inizio queste differenze sembravano insormontabili e comunicare sembrava molto difficile, ma con il passare del tempo e con molta fantasia e positività ho scoperto modi alternativi di comunicare. Ad esempio né io né la mia coinquilina ungherese sapevamo come dire aspirapolvere in inglese così io ho cominciato a chiamarlo con il nome ungherese e lei con quello italiano, e nonostante ora sappiamo tutte e due che si chiama ‘vacuum cleaner’ io continuo a chiamarlo ‘porszivò’ e lei ‘aspirapolvere’.                                                                                                                                      Fino ad ora questo  SVE è stato  esattamente come mi ero immaginata sarebbe stato prima di partire: crescere, crescere e crescere ancora.  Al momento dell’arrivo mi sentivo completamente persa e disorientata, tutte le vie mi sembravano uguali e mi perdevo quasi ogni volta che uscivo di casa, ma ora, quando esco di casa, mi sento parte di questa città e mi sento in qualche modo vicina alle persone che ci vivono.                                                                                                                                                                                                 


 



Certo qualche problemino, soprattutto all’inizio, c’è stato (considerando che per la prima volta sono andata a vivere da sola, con persone che non conoscevo e tra l’altro, in un paese straniero)  ma niente di insormontabile, ed ho avuto la fortuna di avere accanto a me persone molto disponibili ad aiutarmi ed ad ascoltare i miei problemi, dalla mia mentor, ai miei compagni volontari, che in alcuni casi  si sono ritrovati nelle stesse situazioni problematiche in cui mi sono trovata io, ma grazie al supporto reciproco ce la siamo sempre cavata.                                                                                                                                                                                     Lo SVE ti fa capire che qualsiasi cosa ti stia succedendo non sei sola, e ti fa conoscere  e creare dei legami con persone che in altri contesti non avresti mai incontrato. Ti fa conoscere persone che già dopo dieci minuti ti sembra di conoscere da una vita e ti fa condividere cose che non avresti mai condiviso. Ti fa soprattutto apprezzare ogni momento che passi con queste persone, visto che tra pochi mesi ognuno prenderà la propria strada e ti fa capire che alcuni di questi legami continueranno, nonostante la distanza.                                                                                                                                                                                                Tra le cose migliori di questo progetto ci sono i bambini, che al mio primo giorno di asilo non mi guardavano nemmeno, ma che pian piano hanno iniziato a fidarsi e ad affezionarsi. E’ bellissimo quando arrivo in asilo la mattina e dal giardino li vedo alla finestra che bussano per potermi salutare o quando con il ‘loro’ inglese  mi dicono “Me like you”.                                                                                                                                        Quest’esperienza, fin’ora, mi ha permesso di mettermi alla prova, di crescere e di scoprire nuove cose su me stessa.
Sono partita principalmente perché, finito il liceo, non avevo idea di cosa avrei fatto in futuro e ora, grazie alle attività che sto svolgendo,  sto considerando come plausibile questa possibilità, che prima avrei scartato a prescindere.                                                                                                                                                                                Un anno fa mi sarei mai immaginata di fare un'esperienza del genere? Assolutamente no, ma sono entusiasta e soddisfatta di questa mia scelta. Spero che questi ultimi mesi siano pieni di emozioni e bellissime persone come i precedenti.

 
Martina Magatti, Wroclaw –  set 2106 / giu 2017

Pubblicato il 2017-03-14 13:30:08