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Mafie & Social Media: la comunicazione mafiosa ai tempi dei social network è l’ultima campagna di comunicazione di Giosef Italy.
Con il supporto della Fondazione Progetto Legalità ONLUS in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime di mafia – un’iniziativa dell’Associazione Nazionale Magistrati di Palermo – abbiamo realizzato una serie di video interviste che hanno come tema centrale l’evoluzione della comunicazione mafiosa nell’era del social media.

I mafiosi sempre di più ricorrono alla rete, sono presenti su Facebook, Instagram, TikTok e hanno deciso di occupare questo spazio aperto a tutti nonostante l’intrinseco ossimoro con la “segretezza” delle organizzazioni criminali a cui appartengono.
“Se fossero ancora in vigore le regole di una volta, i mafiosi non avrebbero dovuto neanche avvicinarsi a questi nuovi mezzi di comunicazione che lasciano tracce indelebili, che non si possono cancellare. Sui loro profili, o su quelli dei parenti o degli amici più fidati, si possono leggere quotidianamente le idee, i pensieri, i modi di dire, le espressioni di gioia, di rabbia o di odio, i desideri, le aspirazioni, i messaggi in codice, le minacce velate, rimproveri, le invettive, i doppi sensi: c’è un mondo che viene alla luce ed è bene osservarlo con attenzione.”
[Enzo Ciconte, Dall’omertà ai social network come cambia la comunicazione mafiosa, Edizioni Santa Caterina]

Come si è evoluta negli anni la comunicazione della mafia?
Quali processi culturali ci sono alla base dell’adeguamento delle mafie ai sistemi di comunicazione moderni?
Chi sono i mafiosi online? Quali canali usano?
Cosa comunicano e con chi?
Quali sono i rischi della loro presenza online per i fruitori dei social media?
Quanta consapevolezza c’è sul fenomeno?
Esistono inchieste giornalistiche, indagini o processi basati su condotte criminali rintracciate sui social media?
Quali strumenti sono stati messi in campo dalla polizia e dalla magistratura per contrastare questo fenomeno?
Come fare efficace contro narrazione per fronteggiare il problema?

Come adattare la scienza dell’analisi dei dati alle indagini contro i boss?
Oltre i processi e le pene, quali sono gli strumenti concreti di cui dispone la società civile per contrastare le mafie nel 2021?

Da queste domande prende spunto la nostra serie di interviste.
Abbiamo contattato un panel di esperti di mafie che, di settimana in settimana, analizzerà il fenomeno da diverse prospettive, nell’intento di disegnare un quadro quanto più completo possibile del tema. Giornalisti, professori universitari, rappresentanti di associazioni ma anche giudici e poliziotti. Punti di vista differenti ma un unico obiettivo comune: combattere le mafie, bloccare i loro messaggi criminali e dotare i cittadini degli strumenti necessari per difendersi.

Abbiamo scelto il mese di maggio per questo progetto perché pensiamo che il sacrificio dei giornalisti, dei giudici, dei poliziotti, e di tutti coloro che hanno perso la loro vita per combattere le mafie debba essere onorato con gesti concreti e pratici.
Il Dottore Giovanni Falcone diceva che la mafia è un “fenomeno umano” e come tale può essere conosciuto e studiato nell’intento di uscire da uno schema che la inquadra costantemente in stereotipi e retoriche uguali a se stessi.

Nelle prossime settimane pubblicheremo tutti i contenuti prodotti su questo blog e sui nostri canali social: Facebook ed Instagram.
Le video interviste complete saranno consultabili sul canale Youtube di Giosef italy.