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Concludiamo con questa intervista il ciclo “Mafie & Social Media” .
La serie di video interviste a studiosi del fenomeno mafioso , consultabili integralmente sul nostro canale YouTube, ha avuto come obiettivo primario quello di scavare nella complessità dell’evoluzione della comunicazione mafiosa ai tempi dei social network.

La protagonista questa volta è Anna Sergi, professoressa associata di criminologia all’Università dell’Essex. La Dott.ssa Sergi è specializzata in giustizia penale comparata, criminalità organizzata e mafie. Nel 2018 ha vinto il Premio 2018 alla carriera presso l’Università dell’Essex  per le sue ricerche sulla mafia calabrese in Australia, e la Camera di Commercio Italiana nel 2018 le ha conferito il Premio “Giovani Italiani di talento”.

La Dott.ssa Anna Sergi è la responsabile del progetto C.R.I.M.E (Countering regional Italian Mafia expansion) finanziato dal UK ESRC Impact Acceleration Account all’ Università di Essex.
Utilizzando open data e risorse dirette, ricerche precedenti e in corso grazie alle partnership privilegiate con Eurojust Italian Desk and Operations ed Europol, il rapporto Mafiaround Europe – derivante dal progetto CRIME (Counting Regional Italian Mafia Expansion) presenta la prima analisi della presenza delle mafie italiane in 7 paesi europei oltre all’Italia e le sfide della polizia transfrontaliera che si occupa di contrastare la criminalità organizzata di tipo mafioso.
Il rapporto evidenzia come le attività di stampo mafioso si siano adattate ai singoli paesi, alla loro economia, cultura, infrastrutture e reti logistiche.
A causa dei ritardi e delle restrizioni introdotte dalla pandemia di COVID-19, CRIME è stato rimodellato nell’estate del 2020 per co-produrre un rapporto esplorativo che esaminasse le principali tendenze sulla mobilità delle mafie italiane in Europa oggi.

La dott.ssa Sergi, ha collaborato con Eurojust (Italian Desk and Operations) e Europol Italian Organised Crime Unit come partecipanti privilegiati e partner di questo progetto fin dall’inizio, ma il progetto è rimasto autonomo da entrambe le istituzioni.
Queste istituzioni, insieme ad altre (quali diverse Direzioni Distrettuali Antimafia, la DIA – Direzione Investigativa Italiana Antimafia attraverso i suoi rapporti, e il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno italiano) hanno sostenuto il progetto attraverso interviste e scambi di dati sulla criminalità organizzata italiana in Europa.

“E’ fondamentale proseguire e potenziare la lotta alla criminalità di stampo mafioso a livello europeo. Questo rapporto rappresenta uno sforzo unico per sistematizzare le conoscenze sulle mafie italiane e sulla loro preoccupante presenza in alcuni Stati membri dell’UE.
È anche una preziosa fonte di ispirazione per affrontare le carenze persistenti del diritto penale e strumento per aiutare i professionisti nella loro cooperazione transfrontaliera quotidiana con i partner dell’UE.”
Filippo Spiezia
MEMBRO NAZIONALE PER L’ITALIA ED EX VICEPRESIDENTE IN EUROJUST

In questa intervista la Prof. Sergi ci spiega com’è nata l’idea progettuale e ci parla del metodo alla base dell’indagine in oggetto, ci espone i risultati ed ci fornisce dei validi spunti per proseguire, tramite dei progetti ad hoc, il lavoro del suo team di ricerca, per dotare la società civile di strumenti utili alla lotta ed al contrasto delle mafie in Europa.

Abbiamo voluto concludere questo ciclo di interviste offrendo ai nostri lettori una visione Europea del problema in oggetto.
La Dott.ssa Sergi ci ha spiegato infatti che i dati ci raccontano che gran parte del problema è la schizofrenia dell’Italia.
L’Italia deve decidere se la mafia è un problema solo suo, oppure prendere la via europea e dire che tutti i paesi hanno la mafia, dunque la mafia
non è speciale. O la mafia è troppo italiana o la mafia non è solo italiana, non può essere entrambe le cose altrimenti si rischia di confondere l’estero.

Tantissimi spunti sono emersi da queste settimane di confronto con gli experts del nostro panel. Spunti di cui faremo tesoro per progettare delle forme di contrasto e contro narrazione mafiosa pratiche e concrete.