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QUESTA STORIA CI E’ STATA RACCONTATA DAL NOSTRO VOLONTARIO ESC: BRUNO, 21 ANNI, PORTOGHESE.

Siamo abituati a definire colpo di stato un improvviso cambio di governo illegale e solitamente violento, ne conosciamo molti violenti come quelli del Cile o di Cuba. Tuttavia, in questa storia vedremo che è possibile cambiare un regime violento in modo relativamente pacifico.

Sapete perché in Portogallo i garofani sono simbolo di libertà?

Siamo in Portogallo il 25 aprile 1974.
La storia di cui vi parliamo oggi è stata soprannominata Rivoluzione dei garofani (Revolução dos Cravos in portoghese), un nome sorprendente per un colpo di stato che segnò la fine di un sanguinoso governo repressivo.

Estado Novo era il regime al potere dal 1933 in Portogallo.
Fu guidato per la prima volta da António de Oliveira Salazar fino al 1968, quando il suo successore Marcello Caetano lo sostituì, poiché Salazar dovette ritirarsi a causa di problemi di salute.
Il “professore” mise in atto una serie di miglioramenti legislativi e sociali che oggi vengono raggruppati sotto il nome di Primavera Marcelista (eliminazione di alcune restrizioni sindacali, apertura agli investitori stranieri, allentamento della censura). Riforme che lasciano ben sperare il popolo su una possibile virata democratica, ma che non producono un vero cambiamento. Fu un regime autoritario, caratterizzato da censura, repressione, esili e guerre coloniali.

Quando la musica profuma di libertà:

Il colpo di stato di aprile è iniziato alle 22:55 con la messa in onda della canzone portoghese del concorso Eurovision 1974, «Depois do Adeus» di Paulo de Carvalho, seguita da «Grandola, Vila Morena», una canzone di José Afonso che è stata bandita durante il Regime.

1974 – Paulo de Carvalho – “E Depois Do Adeus2 | RTP

Nonostante le continue intimazioni da parte del governo alla popolazione di rimanere nelle proprie case, migliaia di portoghesi scesero in strada mescolati ai militari ribelli. Nessuno capiva bene cosa stesse succedendo, regnava il caos. Tutti sapevano che stavano affrontando un momento storico, anche se pochissimi sapevano prevedere che presto si sarebbe espanso. E nel frattempo le strade di Lisbona erano piene di carri armati.

Una donna è diventata il volto di questa rivolta, una donna che camminava per le strade di Lisbona quella stessa mattina con in mano dei garofani rossi.
Il negozio dove lavorava festeggiava il suo primo anniversario e la donna aveva comprato quei fiori per festeggiare. Quando però la commessa, tornando a casa, incontrò un soldato e gli disse:

Il militare non fumava da diverse ore, così mi chiese una sigaretta, gli dissi che non ne avevo, ma poteva andare a comprarle in tabaccheria.
I tabaccai erano chiusi, quindi con umorismo gli ho commentato che se invece di un sigaro voleva un garofano, lo prendeva e lo metteva sulla pistola. Ho continuato a camminare fino alla caserma Carmen e lì ho distribuito tutti i garofani che mi erano rimasti e ho provato un’enorme gioia che in questo momento non riesco a spiegare.
Sono andata su e ho detto a mia madre che quei garofani che erano nelle pistole e nei carri armati erano miei e glieli avevo dati io.

Questo colpo di stato è stato segnato dalle immagini dei fiori nelle armi dei militari. Quei fiori di garofano sono stati offerti da civili che si sono uniti ai soldati ribelli in una pacifica resistenza civile. Anche le pistole degli ufficiali sono tutti stati riempiti di fiori.

Il 25 Aprile, dall’Italia al Portogallo significa liberazione:

La Rivoluzione trionfò, ma i giorni ei mesi successivi non furono facili, regnava l’incertezza e le lotte tra destra e sinistra erano all’ordine del giorno.
Ci sono parecchi esperti che considerano che senza la Rivoluzione dei Garofani, il processo di transizione che sarebbe avvenuto dopo la morte di Francisco Franco in Spagna non sarebbe stato possibile.
Il 25 aprile 1974 quando la gente scese in piazza stanca della miseria per chiedere la libertà, il Portogallo iniziò la sua storia.

ESC FACTOR, Storie d’Europa:

La campagna di comunicazione ESC FACTOR, Storie d’Europa nasce dall’esperienza di un workshop sulla comunicazione multicanale che ha ulteriormente arricchito il bagaglio personale dei giovani volontari del progetto ESC, European Solidarity Corps che vivono da mesi presso Il paguro Ostello, piccola casa per giovani europei, un bene confiscato ai Casalesi in cui Giosef Italy ha creato un ostello della gioventù, a Casapesenna.
Durante gli scorsi mesi i giovani coinvolti hanno avuto modo di conoscere la storia d’Italia, attraverso una serie di incontri che hanno avuto come tema principale la storia dell’Antimafia.

Dalla consapevolezza che una storia così importante e conosciuta nel nostro paese sia spesso ignorata dagli altri giovani europei, è nato questo progetto.
Ci siamo detti, e se adesso raccontassimo ai nostri lettori delle storie che hanno cambiato la storia dei vostri paesi d’origine ma che non sono conosciute dal pubblico italiano?

Così è nata l’idea di THE ESC FACTOR, un progetto di condivisione di storie di movimenti e di persone che hanno in comune una sola cosa: il coraggio della libertà, la voglia di giustizia, la lotta per l’affermazione dei diritti civili, in ogni loro forma, al di là di ogni confine.