Blog

esc-factor-grecia-politecnico-rivolta


QUESTA STORIA CI E’ STATA RACCONTATA DAL NOSTRO VOLONTARIO ESC: PANOS, 25 ANNI, GRECO.

Sapevate che la notte del 19 settembre 1970, Kōstas Geōrgakīs, un attivista greco, studente di geologia presso l’Università degli studi di Genova, si è ucciso, dandosi fuoco in Piazza Matteotti al grido di : “Viva la Grecia libera” ?

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Costantino_Georgakis_lapide-1024x683.jpg
Lapide in memoria di Kōstas Geōrgakīs, in Piazza Matteotti, dalle scale di Palazzo Ducale di Genova.

Ma perchè Kostas arrivò a compiere questo folle gesto?

Il 26 giugno 1970, Geōrgakīs rilasciò un’intervista anonima a un giornale genovese, durante la quale rivelò che la giunta militare greca si era infiltrata nel movimento studentesco greco in Italia. Nell’intervista dichiarò che i servizi segreti greci avevano creato l’ESESI (Lega nazionale degli studenti greci in Italia) per stabilire uffici in Italia.

Durante il terzo anno dei suoi studi e dopo aver superato con successo gli esami del secondo semestre Geōrgakīs si trovò nella difficile posizione di avere annullata la sua esenzione militare dalla giunta militare così come il suo mantenimento mensile dalla famiglia. La giunta compì questo come rappresaglia per il suo coinvolgimento nel movimento anti-giunta, come membro della filiale italiana del PAK, il Movimento di Liberazione Panellenico.

Decise che doveva fare un atto per aumentare la consapevolezza in Occidente circa la situazione politica della Grecia. Una volta presa la decisione di sacrificare la sua vita, Kōstas Geōrgakīs riempì una tanica di benzina e scrisse una lettera a suo padre e alla sua fidanzata.

All’una del mattino del 19 settembre 1970 guidò la sua Fiat 500 a Piazza Matteotti. Secondo i testimoni oculari, netturbini che lavoravano intorno al Palazzo Ducale, ci fu un improvviso lampo di luce nella zona intorno alle 03:00.
In un primo momento non si erano resi conto che la fiamma era un uomo ardente. Solo quando compresero si avvicinarono più vicino a Geōrgakīs in fiamme che bruciando urlava “Viva la Grecia”, “Abbasso i tiranni”, “Abbasso i colonnelli fascisti” e “L’ho fatto per la mia Grecia”.

Geōrgakīs è l’unico eroe della resistenza alla Giunta noto per aver protestato togliendosi la vita ed è considerato il precursore delle successive proteste studentesche, come quella del Politecnico.

La rivolta del Politecnico :

Dal 21 aprile 1967 infatti la Grecia era sotto il dominio dittatoriale dei militari. In quegli anni i diritti civili furono aboliti e molti politici e cittadini furono torturati, imprigionati o esiliati per le loro convinzioni politiche.

La giunta ha cercato di intervenire nelle università con una legge che mandava in servizio militare quegli studenti che avevano diverse convinzioni politiche ed erano contro il regime.

La prima massiccia azione pubblica contro la giunta venne dagli studenti il ​​21 febbraio 1973, quando gli studenti di giurisprudenza scioperarono e si barricarono all’interno degli edifici della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Atene, chiedendo l’abrogazione della legge che imponeva di arruolarsi nell’esercito. Alla polizia fu ordinato di intervenire e secondo quanto riferito molti studenti furono sottoposti a brutalità. Gli eventi alla Law School furono la prima vera rivolta e segnarono l’inizio della caduta della dittatura.

Il 14 novembre 1973, gli studenti del Politecnico di Atene (Polytechneion) scioperarono e iniziarono a protestare contro i militari. Mentre le autorità erano in attesa, gli studenti si definivano i “Liberi assediati” (in greco: Ελεύθεροι Πολιορκημένοι, un riferimento al poema del poeta greco Dionysios Solomos ispirato all’assedio ottomano di Mesolonghi). Il loro principale slogan dell’epoca era:

PANE-EDUCAZIONE-LIBERTA’!

Polytechnio di atene

Gli studenti riuscirono persino a realizzare una loro radio libera e indipendente facendo conoscere ad ogni cittadino ateniese ciò che stava accadendo nell’università, ottenendo sempre più sostegno dalla popolazione.
Slogan e graffiti degli studenti erano anti-NATO e anti-americani e paragonavano la giunta greca con la Germania nazista.

La notte del 17 novembre 1973 :

Nelle prime ore del 17 novembre 1973, il governo inviò un carro armato a sfondare i cancelli del Politecnico di Atene. Le luci della città erano state spente e l’area era illuminata solo dalle luci del campus, alimentate dai generatori dell’università. Un carro armato AMX 30 (ancora conservato in un piccolo museo di unità corazzate in un campo militare ad Avlonas, non aperto al pubblico) si è schiantato contro il cancello ferroviario del Politecnico di Atene intorno alle 03:00.
In un filmato poco chiaro girato clandestinamente da un giornalista olandese, il carro armato viene mostrato mentre abbatte il cancello in acciaio del campus, a cui le persone erano aggrappate. In questi si sente la voce di un giovane che chiede disperatamente ai soldati (che lui chiama ‘fratelli d’armi’) che circondano il complesso edilizio di disobbedire agli ordini militari e di non combattere i ‘fratelli che protestano’.

carr armato davanti al Polytechnio
Un carro armato AMX 30

Un’inchiesta ufficiale avviata dopo la caduta della giunta ha dichiarato che nessuno studente del Politecnico di Atene è rimasto ucciso durante l’incidente. Le vittime totali registrate ammontano a 24 civili uccisi al di fuori del campus del Politecnico di Atene. Questi includono il diciannovenne Michael Mirogiannis, che stando agli atti fu ucciso dall’ufficiale Nikolaos Dertilis, gli studenti delle scuole superiori Diomedes Komnenos e Alexandros Spartidis del Lycee Leonin e un bambino di cinque anni catturato nel fuoco incrociato nel sobborgo di Zografou.
I verbali dei processi tenuti dopo il crollo della Giunta documentano le circostanze della morte di molti civili durante la rivolta e, sebbene il numero dei morti non sia stato contestato dalla ricerca storica, rimane oggetto di controversie politiche.

ESC FACTOR, Storie d’Europa:

La campagna di comunicazione ESC FACTOR, Storie d’Europa nasce dall’esperienza di un workshop sulla comunicazione multicanale che ha ulteriormente arricchito il bagaglio personale dei giovani volontari del progetto ESC, European Solidarity Corps che vivono da mesi presso Il paguro Ostello, piccola casa per giovani europei, un bene confiscato ai Casalesi in cui Giosef Italy ha creato un ostello della gioventù, a Casapesenna.
Durante gli scorsi mesi i giovani coinvolti hanno avuto modo di conoscere la storia d’Italia, attraverso una serie di incontri che hanno avuto come tema principale la storia dell’Antimafia.

Dalla consapevolezza che una storia così importante e conosciuta nel nostro paese sia spesso ignorata dagli altri giovani europei, è nato questo progetto.
Ci siamo detti, e se adesso raccontassimo ai nostri lettori delle storie che hanno cambiato la storia dei vostri paesi d’origine ma che non sono conosciute dal pubblico italiano?

Così è nata l’idea di THE ESC FACTOR, un progetto di condivisione di storie di movimenti e di persone che hanno in comune una sola cosa: il coraggio della libertà, la voglia di giustizia, la lotta per l’affermazione dei diritti civili, in ogni loro forma, al di là di ogni confine.